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Priverno (Latina) - Domani sera al teatro comunale la commedia “Meglio questa!”


Domani, venerdi 5 marzo, alle ore 21, presso il Teatro comunale di Priverno, allinterno della stagione teatrale organizzata dal Comune di Priverno in collaborazione con lATCL (Associazione teatrale fra i Comuni del Lazio), andr in scena la commedia Meglio questa!, scritta e diretta da Giancarlo Loffarelli e portata in scena dalla Compagnia teatrale Le colonne. Messa in scena dalla stessa Compagnia Le colonne, in prima nazionale, nel 1995 al Teatro dei Satiri di Roma, la commedia Meglio questa! ha avuto un enorme successo di pubblico e di critica tanto che, nel corso di questi quindici anni, stata ripresa pi volte dalla Compagnia Le colonne e portata in scena da diverse Compagnie italiane (attualmente, in scena da diversi mesi in numerosi teatri del Trentino Alto Adige con la Compagnia Asolo Teatro). Fra laltro, la traduzione in lingua russa della commedia Meglio questa! di Giancarlo Loffarelli, inserita allinterno di un volume contenente opere di altri autori teatrali contemporanei, verr presentata proprio nel mese di marzo 2010 a Mosca per iniziativa della casa editrice Triquadrata, con la traduzione di Natalja Osis, docente di lingua russa dellUniversit di Genova, con lintento di far conoscere in Russia le nuove tendenze della drammaturgia italiana. Meglio questa! una commedia in un atto ma non un "atto unico"; nel senso che non si caratterizza come "testo breve" ma semplicemente per il fatto di non avere una interruzione fra una prima e una seconda parte. Questo perch la commedia rappresenta lo svolgimento di un'azione unitaria: quella compiuta da due (presunti) fuorilegge che fanno irruzione in un teatro in cui una compagnia teatrale sta recitando Casa di bambola di Ibsen. Il meccanismo strutturale dell'opera quello delle scatole cinesi, dove ogni verit che sembri definitiva si apre ad ulteriori sviluppi che la rendono vana: una compagnia sta rappresentando un testo drammatico come quello di Ibsen (ma il testo che effettivamente viene rappresentato tutt'altro che drammatico); fanno irruzione due banditi (che non sono banditi); uno dei banditi si rivela essere un ex attore della compagnia in cerca di vendetta (in effetti un attore ancora effettivo della compagnia che sta recitando il ruolo dell'ex attore); nella sala fa irruzione la polizia (che non la polizia); il bandito-ex attore in questione viene ucciso (ma in effetti non viene ucciso); il tutto si rivela essere un tentativo finito male di attirare l'attenzione sulla compagnia da parte della stampa (in effetti il tentativo tutt'altro che finito male); un giornalista cade nella trappola. Questa l'unica cosa "vera" di tutta la vicenda. Quelli che nel corso della vicenda sembrano essere nemici arroccati su sponde opposte (gli attori minacciati, i banditi aggressori, la polizia), alla fine si rivelano essere ununica "banda" decisa a tutto pur di raggiungere il proprio scopo: continuare a fare teatro in condizioni migliori. Insomma: una travolgente catena dapparenti verit destinate a rivelarsi infondate tranne che al momento dell'esito finale, quando la commedia si rivela essere una descrizione satirica della societ fondata sul sensazionalismo a tutti costi, dove la notizia pi vera quanto pi eclatante. A farne le spese, in questa occasione, un'arte "timida" come quella del teatro, di per s cos aliena da sensazionalismi di ogni tipo, che per per farsi largo costretta a cercare compromessi con uno stato di cose estremo e delirante. E' questa infatti l'altra tematica che emerge dal testo: il teatro che schiacciato da un progressivo rincorrere la notizia eclatante; il teatro che vive invece di rapporti umani semplici e coinvolgenti; il teatro che riesce ancora a trovare uno spazio vitale grazie a quell'arte d'arrangiarsi sperimentata nel corso dei secoli da generazioni di attori girovaghi, comici e guitti. Il pubblico coinvolto da una serie di esilaranti colpi di scena che rendono alta la tensione dall'inizio alla fine cos come pure il livello comico. La separazione fra scena e sala completamente annullata, favorendo invece un'estrema mobilit degli attori fra i due spazi che, pur restando architettonicamente separati, cessano di esserlo drammaturgicamente. Oltre allo stesso autore, saranno in scena: Marina Eianti, Emiliano Campoli, Roberto Baratta, Elisa Ruotolo, Marco Zaccarelli, Luigina Ricci, Fabio Di Lenola e Francesca Federici affiancati, nella collaborazione tecnica per audio e luci, da Armando Di Lenola.

di Redazione | 04/03/2010

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