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L'aquila (L'Aquila) - “L’INTERVENTO” Il Sindaco Massimo Cialente: Ormai evaso l’80% delle pratiche per le case “B e C”


<<I 7.429 contributi definitivi rilasciati finora dal Comune dell’Aquila per la riparazione degli immobili danneggiati dal sisma rappresentano l’80% delle domande presentate dai cittadini interessati, che ammontano complessivamente 9.431. Il che vuol dire che la Municipalità ha progressivamente aumentato il ritmo delle concessioni dei contributi, dimostrandosi consapevole che è indispensabile raddoppiare e triplicare gli sforzi per consentire agli aquilani di tornare il prima possibile nelle case. Un impegno gravoso, assolto egregiamente dagli uffici dell’amministrazione comunale, che in pochissimi giorni ha anche evaso le 2.000 pratiche per le quali erano state richieste integrazioni, comprese quelle giunte in ritardo, ma che era comunque possibile ammettere. I dati sono riferiti principalmente alla ricostruzione leggera, B e C, e su di essi poco incidono le 408 richieste di fondi per le case E, di cui 2 ammesse al contributo definitivo (per le altre siamo in attesa di chiarimenti da parte dei proprietari che hanno presentato la domanda). Non ci sono ritardi su queste abitazioni. Sia i cittadini che gli uffici comunali hanno dovuto attendere che le ordinanze governative che si sono susseguite fino ai giorni scorsi facessero sempre maggiore chiarezza sulla ricostruzione “pesante”, una delle principali sfide per la rinascita del capoluogo abruzzese. Nel giro di alcune settimane il Comune sarà nelle condizioni di completare la concessione dei contributi per le case B e C, se i proprietari che devono ancora presentare le integrazioni rispetteranno i tempi per depositarle, cosa che mi auguro caldamente. Confido inoltre che vengano rispettati tutti i termini dei lavori: i quindici giorni per aprire i cantieri dalla pubblicazione del contributo definitivo, la scadenza prevista nella domanda di contributo per concludere le opere, che devono comunque essere portate a termine entro 6 mesi per le B e 7 per le C. Più che la paura delle sanzioni (la perdita dell’albergo o del contributo di autonoma sistemazione), deve essere un atteggiamento coscienzioso a indurre i proprietari a fare pressione su professionisti e imprese affinché terminino i lavori nei tempi previsti. Avere quasi diecimila fabbricati agibili nel giro di pochi mesi vuol dire tantissimo: riprendere fiducia, ripristinare una discreta fetta del patrimonio edilizio privato (anche se i fabbricati disastrati restano in netta maggioranza), ricostruire una parte importante dell’immagine dell’Aquila. Vuol dire soprattutto tornare definitivamente a casa>>. Massimo Cialente  

di Redazione | 08/05/2010

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