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Pescara (Pescara) - Cinquanta volontari a lezione di salvaguardia del patrimonio culturale. Aperte iscrizioni corso gratuito di Legambiente


Nella salvaguardia dei beni culturali dai rischi naturali, un intervento errato da parte dei volontari può provocare danni maggiori di quelli derivanti dall’evento calamitoso stesso. Legambiente organizza per questo, da anni, corsi di formazione per la messa in sicurezza del patrimonio culturale, i cui programmi e le cui docenze hanno ottenuto importanti apprezzamenti ufficiali da parte del Dipartimento della Protezione Civile e dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Le squadre di volontari di Legambiente sono intervenute infatti nelle emergenze di protezione civile rivolte ai beni culturali del Sisma Umbria/Marche del 1997, di Vicenza nel 2001, del Molise nel 2002 e infine nel terremoto aquilano del 2009. In quest’ultimo, in particolare, con oltre 150.000 ore di servizio, i volontari di Legambiente  hanno operato in collaborazione con i funzionari del D.P.C. e del MiBAC nelle procedure di recupero, schedatura e catalogazione dei beni, contribuendo così alla salvaguardia e alla messa in sicurezza di oltre 4.800 opere d’arte e 250.000 volumi pregiati presenti in 120 beni contenitori gravemente danneggiati dal sisma.   L’obiettivo del corso di formazione “Il Volontariato nella Salvaguardia del Patrimonio Culturale dai rischi naturali - Beni Mobili”, realizzato con il contributo della Regione Abruzzo in compartecipazione con l’assessorato alla Protezione Civile è creare una vera e propria “task force” di intervento sui beni culturali di Legambiente e Regione Abruzzo. Il 28 ottobre 2011 si chiuderanno le iscrizioni al corso di formazione intensivo gratuito di 60 ore, che durerà dal 4 al 20 novembre e si occuperà della formazione e specializzazione nella salvaguardia del patrimonio culturale dai rischi naturali di 50 volontari provenienti da tutta la Regione, con lo scopo di metterli poi a disposizione dell’autorità regionale e delle altre associazioni di Protezione Civile. Il percorso formativo sarà realizzato in aule messe a disposizione dall’assessorato alla protezione civile grazie all’interessamento dell’assessore Gianfranco Giuliante, e sarà strutturato in 3 moduli intensivi realizzati dal venerdì pomeriggio alla domenica, con un ritmo di un modulo erogato ogni due settimane, per una durata complessiva di un mese. Ogni modulo formativo prevede un’integrazione alle attività d’aula con visite in esterna, esercitazioni, role playing ed esami di valutazione finale.   Sono richiesti dei criteri minimi per essere ammessi al percorso di formazione, sia di carattere generale che di carattere specifico e tecnico, al fine di garantire un corso di alto livello qualitativo, partendo da una base di conoscenze pregresse dei temi trattati. In particolare il percorso formativo sarà aperto ai candidati residenti o domiciliati in Abruzzo che, come professionisti, operino nell’ambito del patrimonio culturale (storici dell’arte, restauratori, architetti) e che abbiano: un’età compresa tra i 18 e i 35 anni; una formazione pregressa o in corso rivolta al patrimonio culturale (storia dell’arte, restauro, architettura); svolto o svolgano ruoli di responsabilità e coordinamento in associazioni di protezione civile abruzzese. Il modulo di adesione sarà diffuso principalmente nelle Facoltà universitarie e presso l’Accademia e le scuole professionali che trattino tematiche connesse al patrimonio culturale, e scaricabile dal sito www.legambienteabruzzo.it. Informazioni ed iscrizioni tramite beniculturali@legambienteabruzzo.it, tel 392/9708213.   Il percorso formativo teorico-pratico affronterà tutte le tematiche connesse all’intervento dei volontari in caso di calamità a supporto delle autorità preposte alla tutela dei beni culturali, e si concentrerà in particolare nell’intervento connesso alla messa in sicurezza dei beni mobili storico-artistici e archivistici. Il primo modulo formativo tratterà temi generali relativi al sistema di protezione civile italiano e alla tutela del patrimonio artistico; il secondo tratterà temi più specifici sulla messa in sicurezza del patrimonio culturale, con particolare riferimento alle esperienze realizzate sul campo in passato e ai rischi naturali; il terzo tratterà temi più specifici sulla messa in sicurezza del patrimonio culturale mobile, con particolare riferimento ai beni archeologici, storico archivistici ed al patrimonio organario.   «Vista l’esperienza di Legambiente in tutto il territorio nazionale nella tutela dei beni culturali – precisa Francesca Ottaviani, coordinatrice nazionale di Legambiente Protezione Civile – l’esperienza abruzzese è tanto più importante perché può rappresentare un modello di collegamento tra associazioni e istituzioni e di buona pratica nella formazione e nella prevenzione, replicabile nel resto della regione ma anche “esportabile” su tutto il territorio nazionale»   «Obiettivo principale di questo progetto – spiega Antonio Ricci, della segreteria regionale Legambiente – è realizzare una concreta ed efficace opera di formazione dei volontari di protezione civile per acquisire i saperi e l’esperienza necessaria per supportare le autorità preposte nella messa in sicurezza del patrimonio culturale in caso di calamità. Al termine del percorso avremo cinquanta abruzzesi in più pronti ad intervenire nella Regione e in tutta Italia in caso di emergenza, coniugando conoscenze, attenzione e rispetto dei ruoli e della catena di comando».   «La formazione rappresenta, per il settore della protezione civile rivolta ai beni culturali, un elemento fondamentale per poter operare – aggiunge Francesca Aloisio, del direttivo del circolo Legambiente beni culturali Abruzzo – Il progetto si pone inoltre gli obiettivi di non disperdere l’esperienza e la qualità che l’Abruzzo ha saputo mettere in campo nella drammatica contingenza del sisma e di valorizzarla sul piano nazionale e internazionale, anche in virtù dello sviluppo di partnership e alleanze significative in corso con tutte le istituzioni e organizzazioni che hanno un ruolo nelle attività di messa in sicurezza del patrimonio culturale in caso di calamità, come il Ministero per i beni e le attività culturali, il Dipartimento della protezione civile, i vigili del fuoco, la Regione, le Province, i Comuni, i carabinieri, la Guardia di finanza e le associazioni».  

di Redazione | 09/10/2011

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