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Pavia (Pavia) - L’Università di Pavia al World Regions Forum


Il prof. Peter Schwartz ha illustrato ai delegati di tutto il mondo il progetto di ricerca internazionale sulle malattie genetiche, che coinvolge l’Università di Pavia e  la University of Stellenbosch in Sudafrica. L’Università di Pavia è stata protagonista della seconda edizione del World Regions Forum, il progetto di rete regionale, ideato e promosso da Regione Lombardia in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri, dedicato quest’anno a “Multilevel governance and civil society for innovation and growth”. I leader politici e le delegazioni delle principali regioni del mondo si sono confrontati, sia in sedute plenarie che in workshop tematici, su collaborazioni imprenditoriali, mobilità dei ricercatori, ambiente e risorse idriche, reti di cura dei tumori e biobanche. Ciascuna delegazione ha presentato le proprie realtà di eccellenza nell’ambito del business e della ricerca. E proprio per la sessione “Researchers’ mobility for innovation”  la Regione Lombardia ha proposto, quale unico esempio di eccellenza di Research and Training Cooperation, l’attività di cooperazione scientifica del prof. Peter Schwartz. Il professor Schwartz, cardiologo dell’Università di Pavia e del Policlinico San Matteo di Pavia, ha illustrato ai delegati internazionali il modello di partnership scientifica da lui stesso avviata in Sudafrica a partire dal 2001 sulle malattie cardiache. Una collaborazione estremamente interessante, soprattutto per lo studio della sindrome del QT-lungo, di cui il prof. Schwartz è esperto mondiale. Nella sua relazione, il professor Schwartz ha sottolineato l’importanza della cooperazione internazionale soprattutto in ambito scientifico, per lo studio di malattie ad ampia diffusione e ha evidenziato, sia durante la presentazione sia durante la tavola rotonda, la necessità di condividere esperienze, e facilitare lo 'scambio' di ricercatori e progetti. Proprio su questo tema, le Regioni presenti hanno steso una dichiarazione di intenti, che racchiude le sfide per il futuro della cooperazione nel campo della conoscenza. ''Gli ostacoli - hanno scritto - sono la burocrazia, la lingua e i costi logistici. Ma un altro problema è che spesso i ricercatori conoscono poco le opportunità che potrebbero sfruttare''. Da qui l’urgenza di “trovare una strada comune per promuovere la mobilità internazionale dei ricercatori e provare a rimuovere tutte le barriere esistenti''. Scambiare opportunità, conoscenze, informazioni: ecco quanto il World Regions Forum vorrebbe realizzare in modo coordinato, anche con il contributo dell’Ateneo di Pavia.

di Redazione | 05/10/2011

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