We're sorry but our site requires JavaScript.

 


Longobucco (Cosenza) - Strada Sila - Mare, interviene l'associazione "Anima longobucchese": Ma quanto tempo ancora?


di FRANCESCO MADEO - In relazione all'avvenuta inaugurazione del primo tratto dei lavori di costruzione della nuova autostrada Sibari-Cosenza, l'Associazione Anima Longobucchese interviene sui lavori di costruzione della Strada a scorrimento veloce Longobucco-Mare lungo il Fiume Trionto. Lavori iniziati da oltre venti anni: Non si può rimanere indifferenti alla notizia, positiva, dell’apertura del primo lotto della nuova superstrada Cosenza-Sibari, "moderna infrastruttura di collegamento attesa da decenni", la cui inaugurazione è avvenuta, a cura della Provincia di Cosenza, venerdì 23 settembre. Almeno non possiamo rimanerne indifferenti noi, cittadini, abitanti di Longobucco e lungo la vallata del Fiume Trionto dove da ormai venti anni, è in costruzione una nuova superstrada la Sila-Mare “moderna infrastruttura di collegamento attesa da decenni". Si potrebbe fare facile ironia o furiose polemiche intorno a questo dato. L’amarezza però domina i nostri sentimenti, dei cittadini e dei tanti ai quali alla realizzazione della strada hanno creduto, per la quale si sono impegnati e che, giorno per giorno, vedono svanire o morire i loro sogni. “A Strada e Truantu”, dunque,  Una moderna infrastruttura viaria “strategica” come amano affermare nei loro quotidiani convegni, politici, sindacati, istituzioni, di collegamento fra il mar Ionio e la Sila dove è ormai decollato il Parco Nazionale, volano di sviluppo in un’area fra le più degradate del mezzogiorno d’Italia. Una strada che, probabilmente, non rappresenterà la panacea di tutti i problemi (disoccupazione, spopolamento, mancanza di servizi, ecc.) ma che sicuramente aiuterà a fermare l’abbandono di questo lembo di Calabria e di montagna, fatto di storia, cultura, tradizioni, lavoro e impegno civico. Una strada, la cui realizzazione, probabilmente, una generazione  intera non vedrà mai. E’ triste abbandonarsi al pessimismo, ma la realtà cruda e vera, è questa. Mentre ci battiamo per ottenere dalla regione i finanziamenti necessari al completamento dell’intera arteria fino al mare, i lavori di costruzione languono, soprattutto dopo l’alluvione del 2009 che ha procurato danni enormi al cantiere e ai lavori già eseguiti. Sembra la tela di Penelope non si arriva mai a completarla, là dove “completamento” sembra a tanti di noi un qualcosa da sognare più che una certezza, visto che non riusciamo ad ottenere nemmeno la semplice apertura del primo tratto Longobucco-Bivio Ortiano che consentirebbe di by passare, almeno, il tratto di statale 177 interessata a frane e smottamenti e che rappresenta un pericolo sempre attuale per i tanti cittadini che vi transitano (prova ne sia il fatto che l’Anas nelle ore serali e notturne considera il tratto in questione non percorribile, dunque chiuso al traffico e inagibile). In un periodo di crisi profonda, dove i soldi non bastano allo Stato per realizzare opere primarie crediamo non ci si possa più permettere che un’opera così fondamentale, venga inserita nel libro dei sogni, delle cattedrali nel deserto, delle opere iniziate e mai finite. C’è da garantire il lavoro delle maestranze e il giusto e sacrosanto diritto della nostra gente a vivere dignitosamente in un territorio montano, porta naturale del Parco Nazionale Sila, isolato geograficamente con un’asse viario fra i più vetusti d’Italia. E’ ora  che le forze politiche, sociali, sindacali, tramite gli organi di stampa, facciano sentire la propria voce, urlino la propria rabbia, contro le promesse non mantenute, anche all’indomani dell’alluvione del settembre 2009, dove davanti al Prefetto e al Presidente della Provincia, unitamente ai giovani del comitato cittadino per Longobucco  ci si impegnò con l’Impresa costruttrice, all’apertura della prima bretella di strada in tempi brevissimi. C’è un’Italia che corre e una che cammina, noi a Longobucco, ci sentiamo come “quelli che” stanno fermi destinati a morire nell’abbandono di una terra splendida e sfortunata. E’ ora di dire basta. Noi come associazione culturale, ancora ci vogliamo credere, ed è giunto il momento che ognuno, davanti alla comunità, si assuma, finalmente, le proprie responsabilità, se occorre, non solo politiche.  

di Francesco Madeo | 28/09/2011

Pubblicità

vendesi tavolo da disegno Il libro mio amico 2019 studio sociologia bcc mediocrati x50 cinema teatro sanmarco rossano


Testata Giornalistica - Registrazione Tribunale di Rossano N° 01/08 del 10-04-2008 - Nessun contenuto può essere riprodotto senza l'autorizzazione dell'editore.

Copyright © 2008 - 2019 Ionio Notizie. Tutti i diritti riservati - Via Nazionale, Mirto Crosia (CS) - P.IVA: 02768320786 - Realizzato da CV Solutions

Ogni forma di collaborazione con questo quotidiano on line è da considerarsi del tutto gratuita e non retribuita - E-mail: direttore@ionionotizie.it