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Castrovillari (Cosenza) - In scena il 31 marzo al Teatro Sybaris la commedia di Roberto d’alessandro “E pensare che eravamo comunisti”


Continua con successo l’undicesima stagione teatrale comunale organizzata dall’assessorato alle politiche culturali e da Teatri Calabresi Associati. Mercoledì  31 marzo arrivano “I Picari” con  la commedia  “E pensare che eravamo comunisti” scritta e diretta da Roberto D'Alessandro con Roberto D'Alessandro, Pia Engleberth, Maria Lauria, Claudia Campagnola, Romano Fortuna e Simon Tagliaferro. Prodotto da CTM, Centro Teatrale Meridionale diretto da Domenico Pantano, lo spettacolo, che sarà al Teatro Sybaris alle 21,00, riferisce testualmente una nota di Domenico Donato (per l’Ufficio Stampa della XI Stagione Teatrale) -  narra le vicende di una famiglia storicamente di sinistra che si trova a confrontarsi con la deriva liberista consumistica e capitalistica della nostra società tutto in chiave rigorosamente comica come nella migliore tradizione de “I Picari”. Commedia a tratti dolce, a tratti amara incentrata sui legami parentali di una benestante famiglia radical-chic di sinistra, ci presenta Giulia (Pia Engleberth) e Rinaldo (Roberto D’Alessandro) che si sono conosciuti negli anni settanta nel periodo delle lotte studentesche e delle manifestazioni di protesta contro il sistema. Giulia, milanese doc, dopo tanti anni, è ancora politicamente impegnata e divide la sua esistenza tra la famiglia, i figli e la sezione di Rifondazione; Rinaldo, calabrese altrettanto doc, invece, che è passato da Democrazia Proletaria via via fino al Partito Democratico, lavora nel suo studio professionale e vede, con rammarico, raffreddarsi il suo rapporto con la moglie sempre più lontana e distaccata. Nilde, la figlia ancora indecisa sul suo futuro, ha la passione per la pittura ma non riesce a vendere i propri quadri; Enrico, suo fratello, è fidanzato con la figlia di un avvocato di grido e guida macchine di grossa cilindrata. Sullo sfondo, il personaggio tragicomico del cameriere di colore, Oba, che nei momenti di riposo legge di nascosto “Il Capitale” di Marx, con curiosità e meraviglia. Il tram tram quotidiano viene improvvisamente "distrutto" da due eventi: l’arrivo di zia Maria dalla Calabria dopo la rottura col marito, e la candidatura alle elezioni provinciali a favore del centro-destra del figlio Enrico. Tra battute esilaranti che piaceranno ai sostenitori di ogni colore politico, una ‘nduja piccante e un po’ d’amore alla “Indovina chi viene a cena?”, Roberto D’Alessandro celebra, con evidente rammarico, il deteriorarsi di un universo, quello degli ideali politici, che manca ai giovani di questo tempo ma anche e soprattutto ai loro genitori che non sanno più essere d’esempio perché essi stessi, per primi, hanno visto fallire il loro sogno, la loro speranza di cambiare il mondo. Costringe i personaggi a muoversi negli spazi angusti di un salotto che ha piuttosto l’aria di un piccolo parlamento, in cui le voci dissonanti dei rispettivi protagonisti si coprono l’un l’altra e il dialogo si perde nel trambusto delle opinioni gridate all’italiana. Principale bersaglio di questo spettacolo non è però la politica, piuttosto l’elettorato, che perso tra passato e presente non sa rinunciare alle contraddizioni tipiche di una società borghese, in cui capitalismo e comunismo si confondono in un pot-pourri dalle ideologie confuse, tenute in piedi solo da un’iconografia nostalgica, senza più valore. D’Alessandro ha il merito di riuscire a ricreare un’atmosfera familiare, dove tutti possono immedesimarsi in alcuni dei tratti fumettistici dei personaggi. Interessante ed originale l'iniziativa di unire una mostra d'arte ad uno spettacolo teatrale: i quadri che nella commedia sono dipinti dalla giovane Nilde e che fanno parte della scenografia sono della pittrice Stefania Foresi.   Roberto D’Alessandro  Nato e cresciuto a Montalto Uffugo (CS), si diploma in scenografia all'Accademia di Palmi e nel 1991 si trasferisce a Roma, dove vive tuttora, per frequentare il Laboratorio di Esercitazioni Sceniche di Roma diretto da Gigi Proietti, diplomandosi nel 1993. Nel 1995 è tra i fondatori del gruppo I Picari. Parallelamente ai numerosi impegni teatrali come attore e regista, negli anni ha recitato in varie fiction tv di Rai e Mediaset tra le quali “Don Matteo”, “Cuore”, “Non lasciamoci più 2”, “Distretto di polizia”, “Un posto al sole”. Recita sul grande schermo in diversi film, tra cui “Heaven”, “Regina dei fiori”, “2061 - Un anno eccezionale”.   I Picari sono un’associazione culturale senza scopi di lucro, con sede a Roma e diretta da Roberto D'Alessandro, che da undici anni produce e distribuisce spettacoli teatrali di intrattenimento con tematiche culturale allo scopo divulgativo. Gli spettacoli che hanno avuto più presa sono stati quelli nel genere dei 90 minuti, ossia spettacoli comici della durata di 90 minuti, si differenziano sostanzialmente l’uno dall’altro per l’argomento, che ne fa di ognuno un originale irripetibile e di irresistibile impatto comico. Fa gli spettacoli ricordiamo “Shakespeare per attori cani”, regia di Claudio Insegno, “L’ultimo Tarzan” regia di Sergio Japino, “Vengo anch’io – tutto il sesso in 90 minuti” (escluso i preliminari), “Delitto al Cafe Chantant”, “Il bello il brutto il cattivo e la stronza” (tutta la storia d’Italia in 90 minuti), “Nerone superstar lo spettacolo musicale più pazzo del mondo”.

di Redazione | 29/03/2010

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