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AMENDOLARA (CS) 18-03-10

Oggi Convegno sulle minoranze linguistiche storiche interregionali
 

Oggi, 18 marzo si svolgerà ad Amendolara, nella Sala Consiliare del Comune, il Convegno sulle minoranze linguistiche storiche interregionali, organizzato dalla Rete Interregionale " Local -Lingue Infanzie ". Fanno parte della rete le scuole delle minoranze linguistiche di 5 regioni italiane: i ladini, i friulani, gli occitani del Piemonte, i grichi della Puglia, gli arbëreshe del Molise e della Calabria. Il confronto delle esperienze maturate, sin dall’ entrata in vigore della Legge 482/99, nel campo dell’apprendimento-insegnamento delle lingue minoritarie nelle diverse scuole delle diverse regioni italiane, - riferisce testualmente una nota stampa - sarà il nucleo centrale del dialogo che da tempo si è instaurato nel mondo della scuola. Nei giorni successivi si svolgerà il Corso CLIL, tenuto dai docenti dell’Università Cà Foscari di Venezia, rivolto agli insegnanti della Scuola Primaria e dell’Infanzia appartenenti alla rete e ai docenti esterni. La novità del Corso   si inserisce nella nuova didattica che privilegia  l'apprendimento delle lingua minoritarie fin dalla scuola dell'Infanzia e Primaria utilizzando la metodologia CLIL: metodo raccomandato da tempo dall’Europa per l’apprendimento di qualsiasi lingua. Infatti la moderna pedagogia sostiene, confermata dall’esperienza che i docenti delle varie regioni porteranno, che i bambini hanno la possibilità di apprendere non solo una ma almeno tre o quattro lingue se l’apprendimento inizia fin dalla tenera età. Quindi perché non partire dall’apprendimento della lingua madre minoritaria, che ancora permane in alcuni paesi, per poi passare all’apprendimento di altre lingue? Questa è l’ipotesi pedagogica e didattica sostenuta dal MIUR e rivolta a tutte le scuole delle regioni dove sono presenti le minoranze linguistiche storiche. Attraverso l’apprendimento della lingua minoritaria viene veicolato l’amore verso le tradizioni, la riappropriazione della propria storia, della propria religione, delle proprie radici, in una parola della propria cultura. E’ il riappropriarsi, con la presa di coscienza dell’ "alterità", della dignità della propria lingua e della persona. Un mondo che va conservato perché è una ricchezza per tutti.