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BOLOGNA 21-03-10

 Una rassegna del Museo della musica tra jazz detto e jazz fatto

Il Museo della musica presenta la rassegna JAZZ@MUSEUM che si terrà in 4 appuntamenti dal 13 marzo al 10 aprile prossimi. Nata da un'idea di Luca Bernard, JAZZ@MUSEUM propone un duplice programma di lezioni teoriche, che si avvarranno anche di ascolti e proiezioni, e di momenti di musica live, in una alternanza tra "jazz detto" e "jazz fatto". L'obiettivo - riferisce testualmente una nota dell’Ufficio stampa del Jazz Museum - è di offrire anche ad un pubblico profano, oltre che agli appassionati del genere, la possibilità di acquisire una maggiore consapevolezza musicale, approfondendo negli incontri teorici aspetti fondamentali del jazz, che permetteranno di godere appieno e in modo più consapevole della pratica, ovvero della musica suonata dal vivo.Il relatore Stefano Zenni – musicologo autore di numerosi volumi storici, presidente della SidMA (Società italiana di musicologia afroamericana), insegnante di Storia del jazz nei corsi di Siena Jazz, nei conservatori di Pesaro e Bologna e alla New York University, oltreché ideatore e conduttore di programmi radiofonici per RaiStereo3 – delineerà le tracce che collegano gli elementi caratteristici del patrimonio musicale jazzistico alle sue attuali elaborazioni, con riferimenti alle figure storiche del genere e al più generale panorama musicale del Novecento. Nelle serate dedicate alla musica si offrirà un valido contraltare alle lezioni: il concerto porta direttamente all’ascolto, e rende perciò apprezzabili le caratteristiche musicali, tecniche e di organizzazione del materiale sonoro, che fanno di queste musiche un vivo terreno di ricerca nel solco dei grandi maestri della musica nera. La rassegna, non a caso, presenterà versioni attuali e interpretazioni personali di questa musica, nelle vesti del piano solo con Fabrizio Puglisi e del sestetto con Orange Room, ad opera di artisti che spiccano nel panorama nazionale come veri e propri fuoriclasse (vantano tutti diverse citazioni nelle Top Ten di fine anno pubblicate dalle riviste specializzate e numerosissime collaborazioni con artisti internazionali), capaci di attingere alla tradizione afro-americana in un costante tentativo di rinnovamento, sia in ambito compositivo che in sede di performance.